Ambimente | Notizie
Incubatore di Buone Pratiche Ambimente è un incubatore di buone pratiche aperto a tutti formato da cittadini sensibili alle problematiche ambientali che si prefigge l'obiettivo di promuovere un cambiamento concreto.
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Notizie

L’Impronta Ecologica di Treviso

Ambimente ha svolto un’indagine online, con la partecipazione di più di 200 persone, per calcolare la loro impronta ecologica e sensibilizzare i cittadini sull’impatto ambientale delle loro abitudini.

Per misurare questo impatto viene usato come indicatore “l’impronta ecologica” che quindi serve a calcolare il nostro consumo di risorse e raffrontarlo con la capacità della Terra di rigenerarle. Un Paese che consuma molte risorse in più di quelle che è in grado di produrre avrà pertanto un’impronta ecologica elevata.

Utilizzando questo indicatore è possibile stimare quanti Pianeti servirebbero per sostenere il nostro stile di vita. L’impronta ecologica si misura sia in “ettari globali”, cioè la superficie con media produttività necessaria a ricavare le risorse e i beni da noi consumati quotidianamente, che in “carbon footprint” ovvero le tonnellate di CO2 emesse nell’atmosfera per soddisfare i nostri bisogni giornalieri.

IL SONDAGGIO

Per svolgere il nostro sondaggio abbiamo utilizzato il calcolatore di Global Footprint Network, un’organizzazione no profit che fornisce i risultati relativi all’impronta ecologica di oltre 200 Paesi in tutto il Mondo. Le domande riguardano 5 macro categorie: dieta, beni di consumo, tipologia di abitazione, servizi e trasporti.

Analizzando i dati emersi dal sondaggio siamo riusciti a ricavare l’impronta ecologica media dei cittadini di Treviso:

4,7 ettari globali che corrispondono a 2,8 pianeti equivalenti per soddisfare i nostri bisogni. Ossia se tutta la popolazione mondiale avesse il nostro stile di vita, il pianeta potrebbe rifornirci di risorse naturali fino al 13 maggio di ogni anno.

Questa impronta ecologica collettiva di Treviso risulta superiore a quella nazionale che corrisponde a 2,72 pianeti. Invece a livello mondiale, l’Italia si piazza al 15esimo posto per la sua impronta ecologica media sui 187 Paesi analizzati. Una posizione molto preoccupante sulla quale abbiamo ampi margini di miglioramento se cominciamo ad essere consumatori più responsabili.

ANALISI

In seguito, troverete gli approfondimenti per Cibo e Trasporti, essendo le due categorie con un maggior impatto e per Beni, essendo la categoria con il minor impatto tra tutte le categorie di consumo.

Che abitudini alimentari potremmo adottare?

Le nostre scelte alimentari influiscono molto sulla nostra impronta ecologica in quanto il cibo pesa per il 26% dell’impronta ecologica. 

Ridurre i consumi di carne consente di risparmiare ingenti quantità di acqua ed energia necessarie per produrla. La Cina, ad esempio, proprio per questo si è impegnata a ridurne i consumi del 50% entro il 2030. Questo intervento ad esempio significherebbe uno slittamento di 3 giorni del Giorno di Sovrasfruttamento della Terra.

Un altro tema importante è quello di ridurre gli scarti alimentari che contribuiscono per il 9% all’impronta ecologica mondiale. Infatti, se lo spreco alimentare fosse un Paese, sarebbero il terzo a produrre più gas serra nel mondo, considerando tutta la filiera per portare il cibo in tavola.

Cosa potremmo fare come consumatori?

La produzione di beni di largo consumo incide molto in termini di materie prime consumate e CO2 emessa in atmosfera per la loro produzione, vendita e smaltimento finale.

E’ fondamentale cominciare a pensare oltre al costo economico di qualsiasi merce anche al suo costo ambientale e prima di fare un acquisto chiedersi se è davvero necessario.

Riparare, comprare e vendere oggetti usati in buono stato sono pratiche sempre più diffuse per contenere un costo da pagare che, stimolato dal modello consumista, sta diventando troppo elevato per noi e per l’ambiente.

Come possiamo rendere i trasporti più sostenibili?

Diminuire il traffico è la chiave per liberare le nostre città dalla cappa di smog che le avvolge con effetti estremamente dannosi sulla nostra salute.

Dobbiamo imparare ad utilizzare quanto più possibile i mezzi pubblici o la bicicletta o, se proprio non possiamo farne a meno, privilegiare il car sharing all’auto personale. 

Preferire il treno all’aereo permette infine di diminuire le emissioni di CO2 fino al 95%.

CONCLUSIONE

Nonostante l’impegno di molti noi appare evidente come siamo ancora lontani da uno stile di vita sostenibile. Il primo passo in questa direzione è quello di cambiare le nostre abitudini quotidiane. La sfida che ci attende è impegnativa ma dobbiamo essere consapevoli che uniti possiamo fare la differenza!

Per supportare questo cambiamento noi di Ambimente ci siamo impegnati concretamente creando la mappa interattiva AmbiMapp (clicca qui) di Treviso che aiuti ciascun cittadino ad adottare comportamenti più responsabili ed ecosostenibili. Con il vostro aiuto possiamo arricchirla e renderla uno strumento sempre più utile per chiunque abbia deciso di ridurre la propria impronta ecologica.

Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

Ambimente organizza l’attività Spesa a Rifiuti Zero per la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.

Anche se come cittadini di Treviso siamo diventati molto bravi nella pratica della raccolta differenziata, ci manca ancora un passo per diventare anche buoni abitanti del pianeta. La parola chiave per raggiungere questo status di consapevolezza è RIFIUTI ZERO.

Per migliorare il nostro stile di vita e abituarci alle sane pratiche di riduzione e azzeramento dei rifiuti, Sabato 24 Novembre ci incontreremo in Piazzetta San Parisio alle ore 10.00 durante il mercato con borse e contenitori riutilizzabili che porteremo da casa, per fare una vera spesa senza imballaggi e a RIFIUTI ZERO.

COS’E’ “RIFIUTI ZERO?”

La strategia rifiuti zero (zero waste) è nata più di trent’anni fa da un’idea sviluppata da Paul Connett, professore di chimica ambientale alla Saint Lawrence University di Canton. L’idea nacque quando, nel 1985, al professor Connett venne chiesto aiuto da parte degli abitanti di Saint Lawrence che si stavano battendo contro la costruzione di un inceneritore. Da quel momento in poi, Connett insieme a un gruppo di ricercatori e di cittadini ha avviato le sue ricerche per sviluppare al meglio la strategia rifiuti zero. Obiettivo ultimo è quello di riuscire a riciclare il 100% dei rifiuti prodotti ed eliminare completamente dal mercato tutti quei beni che sono impossibili da riciclare.

Secondo Connett, per raggiungere l’obiettivo dei rifiuti zero i passaggi da realizzare sono i seguenti:

– riduzione dei rifiuti
– azzeramento dei rifiuti
– diffusione di una cultura improntata al riutilizzo e alla riparazione
– raccolta differenziata (separazione dei rifiuti alla fonte)
– raccolta porta a porta
– realizzazione di un impianto per il compostaggio
– realizzazione di impianti per il riciclo e il recupero di materiali
– tassazione sulla base della tipologia di rifiuti prodotti per incentivare all’utilizzo di merci riciclabili
– realizzazione di un impianto di recupero e gestione dei rifiuti
– costituzione di un centro di ricerca e progettazione per il riciclo, il riuso e la riparazione

Per partecipare all’evento Clicca qui